Gli affreschi di Massimo Stanzione Mario Casolaro s.j. |
Sulle volte della chiesa del Gesù Nuovo gli affreschi, delimitati da cornici dorate, sviluppano un preciso programma iconografico. Infatti nella navata di ingresso si esalta il nome di Gesù, nella crociera sinistra sono rappresentati episodi della vita dì S.Ignazio, nella crociera destra scene dell'apostolato missionario di S.Francesco Saverio; nella cappella maggiore (altare maggiore), infine, episodi della vita di Maria, che fanno da complemento alla monumentale statua dell'Immacolata che domina frontalmente la chiesa.
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(Massimo Stanzione) |
Nella notte dopo l'ultimo giorno di carnevale del 1639, andò a fuoco la sontuosa "macchina" di legno per l'esposizione del SS.Sacramento, che era stata sistemata all'altare maggiore. All'alba del mercoledì delle ceneri si costatarono i danni. "L'incendio aveva malmenato e quasi distrutti gli interiori ornamenti della chiesa, ma soprattutto le pitture [opera di Belisario Corenzio] erano completamente guaste o annerite".
Era imminente la ricorrenza del centenario dell'approvazione pontificia della Compagnia di Gesù (1640) e i Padri Gesuiti non vollero rinunciare a festeggiare degnamente questa data. Si rivolsero perciò a Massimo Stanzione (ritenuto uno dei migliori artisti dell'epoca), che per la somma di 1.400 ducati d'argento, si impegnò ad affrescare di nuovo tutta la volta della grande cappella, quella dedicata a Maria, entro la fine di luglio del 1640, cioè in meno di undici mesi.
Il P. Magnati, responsabile della chiesa, rimase a fianco dell'artista come consulente e come guida spirituale. E per questo racconto della "vita di Maria" suggerì allo Stanzione episodi nei quali non compare Gesù nella sua realtà terrena, in quanto tutto ciò era stato già illustrato nella volta della navata di ingresso. Ma poiché nei vangeli ci sono ben pochi accenni alla vita di Maria, si ispirò ai vangeli apocrifi, oggi poco conosciuti, ma che pure hanno qualche diritto di cittadinanza nella Chiesa, tanto che alcuni episodi sono stati accolti nella liturgia, come la presentazione di Maria al tempio (memoria liturgica il 21 novembre) o addirittura sono diventati dogma di fede, come l'Assunzìone (festa del 15 agosto).
La "vita di Maria" in dodici quadri
Ecco allora la "storia" di Maria così come, in dodici spazi pittorici (quattro in misura di metri 2 per 4, e otto in misura dì 2 metri per 2), è stata raccontata in affreschi dallo Stanzione.
1 - Gioacchino (genitore di Maria) viene allontanato dal tempio "perché non ha generato figli a Israele". Allora, pieno di tristezza, Gioacchino non ritornò a vivere con Anna, ma si ritirò nel deserto.
2 - Ma il Signore venne a confortarlo. Un Angelo discese e gli dìsse: "Gioacchino, il Signore ha udito il tuo pianto. Vieni via di qui, ecco tua moglie ha concepito".
3 - E venne il giorno in cui si compirono i mesi ed Anna partorì una bambina, e la chiamarono Maria.
4 - "Quando la bambina ebbe tre anni, andarono insieme nel tempio del Signore. E il sacerdote accolse la bambina e la prese in braccio. E la benedisse".
5 - Raggiunta l'età da marito, Maria fu data in sposa a Giuseppe, uomo giusto. "Il gran sacerdote disse a Giuseppe: a te è toccato in sorte di prendere sotto la tua protezione la Vergine del Signore".
6 - Intanto prima ancora che i due sposi convenissero insieme, secondo l'usanza, "l'angelo Gabriele fu mandato alla Vergine Maria nella città di Nazaret, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. L'angelo le disse: 'Ti saluto o piena di grazia, il Signore è con te'. Dio ti chiama ad essere la madre del Salvatore. Concepirai per opera dello Spirito Santo. Ti dò un segno che niente è impossibile a Dio: Elisabetta tua cugina nella sua vecchiaia aspetta un figlio".
7 - Maria allora si mise in viaggio per portare il suo aiuto alla cugina Elìsabetta, prossima al parto. Giunta nella casa di Elisabetta, questa la salutò dicendo: "Benedetta sei tu fra le donne."
8 - Intanto Giuseppe, venuto a conoscenza dello stato di maternità di Maria, rimase turbato e non sapeva cosa fare. "Gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quello che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù" (Matteo 1,20-21).
Qui il racconto della storia di Maria nei dipinti di Massimo Stanzione si interrompe. Inizierebbe infatti una storia che si coniuga direttamente con quella di suo Figlio (Natività, vita quotidiana di Nazaret, vita pubblica del Cristo per le strade della Palestina, Morte e Resurrezione di Gesù, Ascensione al cielo, discesa dello Spirito Santo).
Ma ora la storia può riprendere: Cristo è già asceso al cielo, lo Spirito Santo è sceso sugli apostoli. E' giunta l'ora per la Madre di raggiungere il Figlio.
9 - La vergine si alzò e si distese sul letto, e rendendo grazie a Dio esalò lo spirito. Gli apostoli deposero il corpo sacro sulla bara.
10 - Poi "Pietro levò la bara sulla sua testa e si mise a cantare dicendo: 'Quando Israele uscì dall'Egitto' (Salmo 113); poi portando il corpo di Maria lo deposero in un sepolcro nuovo e lo chiusero e si sedettero alla porta del monumento".
11 - Allora si rivolsero al Signore Gesù dicendo: "'Sembra giusto ai tuoi servitori che avendo tu vinto la morte e regni nella gloria, risusciti il corpo di Maria e la conduca piena di gioia in cielo'. Allora il Salvatore disse: 'Sia fatto secondo la vostra parola'".
12 - E così "Il Signore fu sollevato da una nube e risalì in cielo; e gli angeli lo accompagnarono portando la beata Maria, madre di Dio, al paradiso di Dio. E gli apostoli lodarono nostro Signore Gesù Cristo, che vive e regna con il Padre e lo Spirito Santo, in una perfetta unità e in una stessa sostanza di divinità".
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(Massimo Stanzione) |
"Avvicinare" un'opera d'arte
Una bella storia destinata certamente alla contemplazione dei fedeli e alla meditazione profonda: la storia di una donna di nome Maria, chiamata ad essere la madre di Dio e madre nostra.
E bisogna dire che l'artista Massimo Stanzione, aiutato spiritualmente dal P.Flaminio Magnati, è riuscito perfettamente a raccontarla nelle sue immagini ricche di colore e di delicata osservazione. Purtroppo quest'opera risiede in alto sulla volta, a circa trenta metri di altezza, e in condizioni di luce che solo in alcuni giorni e in alcune ore risulta efficiente.
Avvicinare quest'opera d'arte, di così particolare comunicazione, fino ad ora era quasi impossibile: come, infatti, risalire a quest'altezza? D'altra parte gli affreschi non sono materia asportabile dalla parte muraria. E così per più di trecentocinquanta anni l'opera di Massimo Stanzione è rimasta lassù isolata, e all'artista è stata negata per secoli la possibilità di comunicare in maniera efficiente.
La fotografia (riproduzione fotografica) nell'ultimo secolo aveva comunque reso possibile una certa conoscenza: ma le piccole dimensioni e la difficoltà del colore non rendeva possibile una fruizione godibile come avviene in un rapporto diretto e in grandezza naturale, e al possibile fedele per definizione e colore.
Le moderne tecniche di riproduzione digitale ad alta fedeltà, ingrandimento fino a grandezza naturale e ad alta risoluzione, supporto di tela pittorica a gesso e stucco, per una resa visibile del materiale "affresco", hanno reso possibile questa realizzazione.
Le riproduzioni sono dovute, per la parte fotografica, alla nota professionalità di Maurizio Di Cesare, e per la elaborazione computerizzata allo Studio Grafico Abakos.
Nello spazio di un mese circa diecimila visitatori hanno seguito questo percorso artistico e di fede con grande interesse e soddisfazione. Massimo Stanzione ha potuto così dialogare mediante la sua arte, dopo più di trecentocinquanta anni, in maniera soddisfacente.
- Nota: Per una guida rapida della chiesa vedi: La chiesa del Gesł Nuovo.
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